Dal 2011 la Libia è un paese caratterizzato da una situazione politica, economica e militare molto instabile. Il paese è politicamente e territorialmente diviso, con scontri armati, corruzione diffusa e traffici illeciti all’ordine del giorno. La popolazione libica è in difficoltà, così come le migliaia di persone migranti che vivono nel paese.
Essere un* migrante irregolare in Libia è molto pericoloso. La legislazione libica considera reato l’ingresso, l’uscita o la permanenza irregolare di cittadin* stranier* nel paese, senza fare alcuna distinzione tra richiedenti asilo o rifugiati, migranti o vittime di tratta. La Libia è priva di un sistema d’asilo funzionante e rifiuta di firmare un memorandum d’intesa con l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. La Libia, inoltre, non ha aderito alla Convenzione Onu del 1951 sullo status di rifugiati né al Protocollo aggiuntivo del 1967 alla Convenzione.
In Libia le persone migranti, richiedenti asilo e rifugiate rischiano di essere arrestate in casa, in strada, nei mercati o ai posti di blocco. Alcune vengono fermate mentre cercano di imbarcarsi per l’Europa o mentre attraversano il deserto. Gli arresti non sono effettuati solo dalle forze di polizia, ma spesso dalle milizie armate che agiscono con violenza sequestrando telefoni, soldi e altri beni di valore.
Alcun* migranti vengono incarcerat* nei centri di detenzione perché devono ancora dei soldi per il viaggio, altre hanno viaggiato a credito e sono diventate proprietà dei trafficanti. La maggior parte dice di aver pagato tutto ma di essere stata ingannata dagli autisti e di essere stata venduta al proprietario della prigione libica.